venezia 13 febbraio 2011

venezia 13 febbraio 2011
VENEZIA 13 FEBBRAIO 2011 - (manifesto - su idea di Chiara Mangiarotti, realizzazione di Giulia Pitacco)

venerdì 15 febbraio 2019

LETTERA  APERTA ALLE  DONNE DELLA CITTA’


ALLE ASSOCIAZIONI, AI GRUPPI, ALLE DONNE CHE HANNO FATTO PARTE DELLE ISTITUZIONI  e a tutte coloro che dall’apertura del Centro Donna di viale Garibaldi , punto di riferimento e ora completamente snaturato dal suo significato, hanno continuato a credere e a lottare per decenni  per le battaglie di civiltà e per le  conquiste del movimento delle donne
Ecco cosa dobbiamo sentire a marzo 2019.
Nel contesto separativo .. la violenza ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo” Vincenzo Spavone Associazione Genitori Separati dai Figli
“La famiglia naturale è solo quella costituita da  mamma e papà” Lorenzo Fontana Ministro della Famiglia
“Le donne hanno piacere a venir battute e legate per la fortuna di ricevere il seme” “La pedofilia può aumentare la sopravvivenza della specie umana avendo finalità procreative” Richard Gardner psichiatra americano teorico della Sindrome di Alienazione Parentale (PAS)
“L’aborto è più grave dello stupro”  Pietro Guerini Comitato referendum NO194
“Le donne stanno meglio a casa ad accudire i figli. Bisogna alzare gli stipendi degli uomini così che le donne possano smettere di andare al lavoro” Maurizio Ruggiero del Comitato Veneto Indipendente
Noi donne di senonoraquando Venezia ci rivolgiamo a tutte le donne della città che hanno lottato e lottano per raggiungere  importanti obiettivi non solo del movimento femminista ma di tutte le donne.
Il 29, 30 e 31 marzo si svolgerà a Verona “Il congresso mondiale delle famiglie” con la partecipazione del Ministro dell’Interno Salvini  e questi pareri che abbiamo parzialmente elencato saranno sviluppati in tutta la loro antistoricità e in tutto il disegno di voler cancellare tutte le conquiste ottenute con dure lotte, con referendum, con battaglie sul piano dei diritti civili.
Il DDL Pillon fa parte di un disegno più ampio che mira a distruggere il diritto di famiglia, i diritti delle coppie omosessuali, il diritto alla scelta consapevole della maternità, il diritto alla corretta educazione sessuale annullando i risultati della lotta all’aborto clandestino.
Ricordiamo la lettera inviata dalle  relatrici speciali dell’ONU Dubravka Simonovic e Ivana Radic al governo italiano in cui evidenziano come il DDL Pillon potrebbe comportare una grave regressione alimentando la diseguaglianza e le discriminazioni di genere e privando di importanti protezioni le vittime di violenze. Se  venisse approvato, anche i bambini vittime di violenza sarebbero costretti a frequentare il proprio genitore violento o maltrattante. “Il punto di vista del bambino, dovrebbe essere sempre preso in considerazione in tutte le decisioni che lo riguardano” recita l’art.12 della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia dell’89.
In un momento storico in cui si è arrivati al riconoscimento del femminicidio condannato come questione culturale e non privata, ci voleva qualcosa per tornare a ripristinare l’ordine della società patriarcale, quella società che teneva la violenza tra le mura domestiche e che le battaglie delle donne hanno permesso di infrangere : il DDL Pillon spazza via tutte le battaglie degli ultimi 50 anni.
Su questi punti invitiamo tutte le donne ad un momento di incontro e di riflessione.
Marzo non è certo un mese di festa, per noi. Non lo è mai stato.
Prepariamo una risposta a queste idee retrive e ci uniamo alle proposte delle donne del sindacato e delle transfemministe di NON UNA DI MENO.

          MARTEDI’ 5 MARZO 2019 dalle 17 alle 20
           presso Negozio Piave Via Piave 67 Mestre

Senonoraquando Venezia
senonoraquandovenezia.blogspot.it
senonoraquando.ve@gmail.com
                                                                                                   

martedì 13 novembre 2018

NO AL DDL PILLON Venezia 10 Novembre 2018

Venezia 10 novembre 2018
CAMPO S.GIACOMO RIALTO ore11.30

NOI DONNE DI senonoraquando venezia
ADERIAMO
ALLA MOBILITAZIONE NAZIONALE
PER CHIEDERE IL RITIRO DEL DECRETO PILLON
NO AL DDL PILLON
Il ddl Pillon interviene pesantemente nel diritto di famiglia e nelle vicende di separazione e divorzio.
NO perché privo di qualunque laicità di principio e di fatto.  Per famiglia intende solo quella formata da padre e madre, cancellando così le famiglie omogenitoriali e i loro figli.
NO perché introduce la figura della mediazione familiare obbligatoria, a pagamento,  favorendo la lobby dei consulenti mediatori che nessuno ha mai scelto in barba al lavoro dei consultori e dei centri per l’infanzia.
NO perché minimizza l’istituto dell’affido condiviso: qualsiasi ipotesi di modifica normativa non può non tenere in debito conto prioritariamente del  diritto dei figli a vivere in un contesto connotato da effettivo benessere, in linea con un affido che non stravolga  ritmi, abitudini, frequentazioni, punti di riferimento, tempi e spostamenti.

Nella consapevolezza della complessità e delicatezza che caratterizzano le relazioni nelle situazioni di separazioneun attento legislatore dovrebbe evitare di avallare normativamente i comportamenti di quei genitori che, in nome di un assai discutibile concetto di bigenitorialità, considerano i propri figli alla stregua di pacchi. Meglio sarebbe, ragionevolmente, sollecitare la ricerca di soluzioni che possano coniugare adeguatamente le ipotesi di tempi e domicili paritari, soprattutto in riferimento alla scuola, alle amicizie (abitazione, vicinanza di nonni o altri familiari) supportando i genitori nella gestione quotidiana e nella conciliazione tra lavoro e vita. Riteniamo che un affidamento minorile egualitario non si misuri con l’orologio, né tantomeno con le inevitabili rigidità di un ‘piano genitoriale’.  Fatti recenti ci portano a riflettere su quanto detto.
A Taranto dopo un litigio al telefono con la ex moglie, un uomo ha accoltellato il figlio di 14 anni che è riuscito a scappare e poi ha lanciato la figlia di 6 anni dal balcone. Tutto è avvenuto nella casa dei genitori di lui, a cui erano stati affidati i nipoti a causa delle denunce per maltrattamenti  in famiglia per cui l’uomo aveva perso la responsabilità genitoriale. Vani sono stati i tentativi dei parenti di fermarlo.
La bigenitorialità, che viene presentato dai suoi sostenitori come un provvedimento con valenza positiva   di fatto non solo escluderebbe i bambini da ogni decisione quando i genitori si separano, ma li costringerebbe in situazioni di pericolo  a continuare a frequentare il genitore violento. “Il punto di vista del bambino, dovrebbe essere sempre preso in considerazione in tutte le decisioni che lo riguardano.” Come dice l’articolo 12 della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia  dell’89.
NO perché elimina l’assegno di mantenimento e  rende obbligatorio il mantenimento diretto favorendo così il coniuge più forte.
NO perché ignora la realtà che sta dietro a moltissime separazioni e la pesantissima situazione italiana per quel che riguarda le violenze domestiche nei confronti di donne e bambini.

A sottolineare la portata culturale e politica cui mira il ddl  Pillon stanno le dichiarazioni dello stesso Pillon e del ministro della famiglia Fontana: indissolubilità del matrimonio, abolizione della 194.
Come dire che le grandi conquiste del movimento femminista sono tutte cancellate, ma questo oscurantismo non passerà. La grande manifestazione di Verona lo ha ribadito in maniera forte. Ai gruppi pro-Life vogliamo ricordare le battaglie delle donne, femministe e non, contro l’aborto clandestino perché rifiutiamo di classificare  gruppi contro o per la vita.












Abbiamo difeso la dignità delle donne nella scelta consapevole della maternità e il diritto di tutti alla corretta educazione sessuale come strumento primo della formazione. Abbiamo sempre chiesto il potenziamento dei consultori e forse è anche per un  raggiungimento, seppur non completo, di questi obiettivi che le interruzioni di gravidanza negli ultimi 10 anni si sono ridotte nel Veneto da 7000 a 5000.
SCENDIAMO IN PIAZZA PER FERMARE QUESTA RIFORMA CHE SCARDINA IL NOSTRO DIRITTO DI FAMIGLIA E CHE IGNORA I BISOGNI E I DIRITTI DEI MINORI
Senonoraquando venezia                                      10 novembre 2018



MANIFESTAZIONE A VERONA 13 Ottobre 2018

Le donne di se non ora quando Venezia hanno aderito alla manifestazione di Verona



 l’amministrazione comunale ha approvato una mozione che proclama Verona “città a favore della vita” e che finanzia progetti e associazioni cattoliche per la cosiddetta “adozione del feto”. Nelle prossime settimane tornerà probabilmente in discussione al consiglio comunale di Verona anche un’altra mozione, che prevede la sepoltura automatica dei feti senza il consenso della donna coinvolta. Le premesse e il contesto politico da cui nasce tale proposta sono le stesse, punitive e vendicative nei confronti delle donne, che ritroviamo in Parlamento e al governo del paese con il Ddl Pillon e con i continui attacchi all’aborto del ministro Fontana. La saldatura tra destra e movimenti per la vita trova come sempre il supporto del Papa che torna a attaccare l’aborto criminalizzando le donne. La lotta per l’aborto garantito, sicuro e gratuito è una lotta globale di liberazione dal potere di controllo sociale, politico e religioso sui corpi delle donne. (Non una di meno)

          


giovedì 28 giugno 2018

# FORZA RAGAZZE, AL LAVORO!

#FORZA RAGAZZE, AL LAVORO!

29 Giugno 2018 
Aula Magna Silvio Trentin Ca’ Dolfin

Proposta di legge per far crescere l’occupazione femminile in Italia e raggiungere la soglia europea del 62% Un momento di incontro e confronto promosso dall’Onorevole Laura Boldrini con associazioni, imprenditrici e realtà del territorio per condividere una proposta di legge che sostenga la partecipazione delle donne al mondo del lavoro. 
Un’iniziativa in memoria di Valeria Solesin e dei suoi studi dedicati a questi temi. 
PROGRAMMA h.11.00 Saluti Istituzionali 
Intervento dell’Onorevole Laura Boldrini


domenica 7 gennaio 2018

NOVEMBRE 2017

23 NOVEMBRE 17 FLASH MOB in Via Piave

INTRODUZIONE 
A cosa serve chiamarlo  femminicidio ?
La parola omicidio comprende già i morti di tutti i sessi!   NO,  la parola femminicidio  non indica il sesso della morta. Indica il motivo per cui è stata uccisa.
Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio.
Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.
Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto. Dire femminicidio ci dice anche il perché. (Clicca il link per leggere il documento intero)  https://docs.google.com/document/d/1PVCfzJbnTIryPyO8iBPnHsK3tolaM7z7po5F4zySKsQ/edit?usp=sharing

   







           





  ..............  Ora do la parola agli uomini del Gruppo Uomini Venezia  che leggeranno i nomi delle donne vittime di femminicidio.                                                                         



 Il Coro degli Imperfetti   guidati dalla direttrice Monica Giori   condividerà  generosamente con noi alcuni brani del loro repertorio e li ringraziamo di cuore .










                      

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*25 novembre 2017 la presidente della Camera, LAURA BOLDRINI, riempie Montecitorio di donne

#InQuantoDonna
clicca il link e troverai tutti i testi delle partecipanti
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 25 Novembre


#InQuantoDonna a Montecitorio, su iniziativa della presidente della Camera, Laura Boldrini, per la prima volta 1400 donne a Montecitorio in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
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*27 novembre 2017 gli uomini si interrogano

27 NOVEMBRE 2017  via Piave
Perché siamo qui oggi, perché vi abbiamo invitati con gli uomini  del Gruppo Uomini Venezia  con cui abbiamo organizzato questa iniziativa?
Più che dirvi perché siamo qui vi dirò che non saremmo qui se avessimo mai pensato  che gli uomini che esercitano la violenza di genere diano risposta  alla loro natura, rispondano all’essenza maschile.
Non saremmo qui se pensassimo che la violenza contro le donne, i femminicidi, siano delle emergenze sociali, perché parlare di emergenza  oltre a  essere colpevole non è innocuo dal momento che impedisce di comprenderne le cause.
Siamo qui invece perché, come dice la  Dichiarazione  sull’eliminazione della violenza contro le donne dell’Assemblea Generale dell’ONU del 1993,  sappiamo  ….” Che la violenza contro le donne è una manifestazione delle relazioni di potere storicamente disuguali tra uomini e donne, che ha portato alla dominazione e alla discriminazione contro le donne da parte degli uomini e ha impedito il pieno avanzamento delle donne, e che la violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini.” clicca il link per leggere il testo completo (https://drive.google.com/file/d/1mCVUMEkh-NqOUJbVEZphq2bUYd3Uipb-/view?usp=sharing)



Michele Poli e Giuliana Grando incontrano gli uomini del gruppo Via Piave e le donne di SenonoraquandoVenezia per comprendere assieme i fattori che scatenano la violenza maschile sulle donne e la prevenzione.


domenica 27 novembre 2016

25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA MONDIALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE


Da gennaio a oggi sono 105 le donne uccise. Lo stesso numero dello scorso anno.
Parliamo di FEMMINICIDIO , parliamo di donne uccise “ in quanto donne” e non per inesistenti questioni personali.
Non si possono usare parole come gelosia, raptus, follia per parlare di uomini che tolgono la vita alle mogli, compagne, amiche, fidanzate, ex mogli, ex compagne, ex fidanzate perché incapaci di accettare una loro volontà di cambiamento.
Perché il Femminicidio è la risposta ad un gesto di libertà delle donne dopo anni di violenze, soprusi, maltrattamenti dei figli o più semplicemente di fine dell’amore.
E’ una strage ‘democratica’ che attraversa tutta la società, ogni età, ogni classe sociale, ogni credo religioso, nei paesi ricchi e in quelli poveri.
Non possiamo più permettere che la vita delle donne nel nostro paese sia costantemente in pericolo.
Crediamo che sia ora che la violenza domestica degli uomini contro le donne sia trattata come una questione di Stato.
Crediamo che sia ora che gli uomini cambino perché la violenza di genere è un loro problema che diventa nostro quando la esercitano contro di noi.
POSTO OCCUPATO ogni sedia vuota parla di una donna che non c’è più per occuparla e porta il suo nome.
                                      PER NON DIMENTICARE
Senonoraquando Venezia                                                   
Con l’adesione dei commercianti di via Palazzo di Mestre 






























per vedere le altre foto clicca il link:    https://goo.gl/photos/sPbXZ9WpLMVw7MLP6

NOVEMBRE DONNA 2016

INSIEME CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 MOSTRA "OLTRE L'OSTACOLO"
Esposizione di arte figurativa dedicata a donne e uomini che vogliono lavorare insieme per superare le barriere di genere

FEMMINISMO E’ ROBA PER MASCHI

Anche quest'anno il 25 Novembre GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE è tristemente connotata da un numero altissimo di vittime. 99  100  101 ….. Tante. Troppe. “Non una di meno “ è l’appello lanciato a livello nazionale  per le vittime di femminicidio ma anche per rivendicare diritti e libertà.
Abbiamo voluto cogliere il messaggio di  un anno fa delle donne di SENONORAQUANDO San Donà per fare di questa data un momento in cui trasmettere un’immagine della donna non solo vittima ma  protagonista della storia e divulgare i risultati raggiunti nella lunga battaglia per la realizzazione della parità di genere. L’esposizione in questi mesi è stata itinerante in altre sale della provincia e visitata da numerose scolaresche. Questo ci ha portate  a presentarla al Novembre Donna organizzato ogni anno dal Comune di Venezia e dal Centro Donna . Un momento di riflessione su alcune tappe che hanno segnato il percorso del femminismo in Italia, nella consapevolezza che alcuni ostacoli sono già stati superati ma che altri – e non pochi – sono ancora presenti. DONNE SPORT: non si può restare indifferenti di fronte alla disparità di trattamento riservata alle donne nelle diverse discipline. Ad oggi nessuna donna in Italia può svolgere la professione di sportiva ed è anche per questo che ad una certa età si trova davanti al bivio: maternità o carriera. In caso di vittoria il montepremi è quasi sempre inferiore a quello del collega maschio. La discriminazione nello sport non è diversa da quella che si riscontra negli altri settori lavorativi. Crediamo sia qui importante ricordare il contributo dato da Valeria Solesin e presentato pochi giorni fa all'Università di Ca' Foscari sul rapporto maternità-lavoro.  

RAPPRESENTAZIONE DELL’IO FEMMINILE : io è un urlo che nasce dal profondo femminile e che chiede di riconoscere  e sradicare gli stereotipi che alle donne sono stati appiccicati nei secoli. Sono stereotipi che mascherano e soffocano la vera identità che ciascuna desidererebbe fosse percepita dagli altri. Un percorso individuale che diventa azione collettiva per restituire ad ognuna la sua individualità vera.
LINGUAGGIO: operaio-operaia  contadino-contadina, niente da dire. Tutti lo accettano. Ma già in presenza di ministro-ministra casca il palco e si grida allo scandalo. Molti ostacoli sono ancora da superare e riconosciamo la tenacia della Presidente della Camera Laura Boldrini che in ogni occasione sottolinea tale importanza.
CONQUISTE DA NON PERDERE: si evidenzia quanto, al di là della tematica di genere, legalità e giustizia non siano sinonimi; prima delle leggi vigenti era legale il loro contrario ed era da molti condiviso. C’è da chiedersi: quali leggi sono ora da cambiare per essere nel giusto? Il nome di Salvatore Morelli ricamato  sulla borsa anni 70 in uno dei pannelli ricorda il deputato che nel 1875 presentò un disegno di legge, bocciato, per il diritto di voto alle donne.
FEMMINISMO E’ ROBA PER MASCHI: per gli uomini liberi, per quelli che non sono abbarbicati ai privilegi tramandati, per tutti gli uomini che vogliono un mondo migliore e che non hanno paura delle parole è tempo di dire “Io sono femminista”. Non uno di meno.
SE CAPISCO , PARTECIPO : questa riflessione resterà sterile se da qui non si uscirà con almeno una percezione, preludio della consapevolezza, che la società va costruita assieme, che i cambiamenti avvengono con la partecipazione di tutti, diversi e complementari, che costruire qualcosa non si ferma all’atto del fare ma è anche un crescere e procedere insieme.
Ringraziamo il Comune di Venezia , il Centro Donna e quanti, uomini e donne, hanno contribuito alla realizzazione di questa esposizione. Un grazie particolare alle donne di SENONORA QUANDO San Donà.
Senonoraquando Venezia



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