venezia 13 febbraio 2011

venezia 13 febbraio 2011
VENEZIA 13 FEBBRAIO 2011 - (manifesto - su idea di Chiara Mangiarotti, realizzazione di Giulia Pitacco)

giovedì 13 ottobre 2016

IL CENTRO DONNA CHIUDE?












DOCUMENTO DELLE ASSOCIAZIONI E DEI GRUPPI DEL CENTRO DONNA DI VENEZIA
L’assemblea dei gruppi e delle associazioni delle donne della città che fanno parte del Centro Donna, riunitisi il 5 ottobre per discutere della delibera di Giunta n° 278 del 27 settembre 2016 “Riorganizzazione del Comune di Venezia – Attuazione seconda fase”, intende precisare quanto segue in merito a ciò che è previsto per il Centro Donna, cioè il suo ” spacchettamento”.
Vogliamo ricordare che il Centro Donna è stato conquistato dal movimento delle donne negli anni ’80; rappresenta il luogo simbolico e reale della presenza delle donne nella città e della loro cittadinanza attiva. Ha organizzato in questi anni centinaia di iniziative nelle scuole, nei quartieri e nel territorio, volte a combattere le discriminazioni, la misoginia e ad affermare il valore della differenza sessuale.
La delibera istitutiva del 19 dicembre 1988 e successive integrazioni lo riconosce come “luogo di elaborazione politica e culturale autonoma e separata delle donne” e prevede l’organizzazione di tre servizi unitari e coordinati: il Centro Donna con la biblioteca,  il Centro Antiviolenza, l’Osservatorio donna, a cui si è aggiunto in seguito il Centro donna multiculturale.

Il Centro Donna ha rappresentato in tutti questi anni un’esperienza profondamente innovativa e di avanguardia nel rapporto tra istituzioni e cittadinanza, che è diventato un modello a livello nazionale ed europeo e ha fatto di Venezia per eccellenza una “città delle donne”.
Tali caratteristiche peculiari  che lo distinguono dagli altri servizi comunali, sono state salvaguardate e mantenute da tutte le amministrazioni, di qualunque colore politico, che si sono succedute nel corso del tempo, nella consapevolezza della trasversalità delle lotte delle donne e del valore di questo progetto.
L’attuale delibera rischia di snaturare profondamente l’identità del Centro Donna; prevede infatti la separazione di “funzioni e servizi” che afferiscono a due diverse direzioni - cultura e coesione sociale - facendo venir meno in tal modo la fondamentale ed essenziale unitarietà, mentre la delega alla Cittadinanza delle donne risulta svuotata e solo nominale.
Si tratta di una operazione che di fatto “sfascia” nel senso etimologico del termine, il Centro Donna nel suo progetto iniziale, separando i servizi e rompendo così la circolarità tra politiche culturali e politiche sociali.
Va inoltre sottolineato che la nuova organizzazione elimina la figura istituzionale della referente, fondamentale per garantire la coesione del progetto e l’indispensabile mediazione con la pluralità dei gruppi e delle istanze delle donne.
Tutto ciò premesso chiediamo:
         che la Giunta riveda questa delibera
         che riconosca la specificità e l’originalità del Centro Donna rispetto ad altri servizi comunali
         che mantenga l’unità del Centro Donna, la denominazione, il luogo e il logo e le sue caratteristiche istitutive sotto una unica direzione
         che assicuri una figura di referente responsabile che sappia farsi interprete dei bisogni e della cultura delle donne.

Le lotte delle donne hanno cambiato la storia del nostro paese e della nostra città, rendendola più civile, democratica, solidale. In questo percorso, a partire da sé e incontrando le altre,  le donne sono soggetti attivi, portano la loro elaborazione culturale, la loro parola e creatività, le loro competenze relazionali, i loro valori, il loro agire consapevole, che si colloca tra privato e pubblico, tra personale e politico. Tutto ciò rende migliore la qualità della vita e la convivenza civile per tutte e per tutti.
Il Centro Donna, con le sue articolazioni interne, rappresenta la traduzione sul piano istituzionale di questo patrimonio di pratiche e di saperi , tanto più necessario oggi in un contesto in cui la violenza contro le donne, il permanere di culture patriarcali e di pregiudizi sessisti implicano un impegno sempre maggiore, non soltanto sul piano della risposta a donne in difficoltà, ma anche sul piano educativo, culturale e politico. L’amministrazione si assumerebbe una grande responsabilità alterando un servizio che ha rappresentato una ricchezza per la città e che appare tanto più importante in un momento in cui la violenza contro le donne si manifesta ancora con tanta frequenza anche nel nostro territorio.
 Il percorso che le donne devono compiere  per godere di una piena cittadinanza e libertà risulta ancora lungo, al di là delle conquiste legislative e dei dettami  costituzionali.
Le associazioni e i gruppi del Centro Donna  di Venezia
Venezia 5 ottobre 2016





















video


documenti allegati:
                              * DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA DELLE DONNE (clicca il link)
                    https://drive.google.com/file/d/0B0osoLKxz3CGRm9SVmhEMHhsVkU/view?usp=sharing

                              DELIBERA N. 278 del 27 Settembre 2016 della GIUNTA COMUNALE (clicca il link)
                     https://drive.google.com/file/d/0B0osoLKxz3CGLV9mU1d3eFNXMVk/view?usp=sharing

                              * MOZIONE della Consigliera FRANCESCA FACCINI (clicca il link) 
                      https://drive.google.com/file/d/0B0osoLKxz3CGT3ZsWGlUdEhIeFE/view?usp=sharing

                              O.D.G. della Consigliera GIORGIA PEA
                      https://drive.google.com/file/d/0B0osoLKxz3CGYW1FME9TZ1Qtazg/view?usp=sharing




4 commenti:

  1. sono un delle donne che a suo tempo ha occupato lo spazio per costringere il comune a metterlo a disposizione delle donne

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  2. Grazie per le informazioni care donne di snoqvenezia, queste pratiche di frammentare le realta'che disturbano e annebbiare le memorie storiche sono cosi'disoneste, mi dispiace tanto... ma quest'onda veneta si eaurira'prima o poi?
    Maddalena casarotto

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